Il keyword stuffing… cos’è e come evitarlo

Negli ultimi anni c’è stata un’esplosione di “pseudo-esperti” che propongono le strategie più disperate per posizionare i siti dei propri clienti. In tanti anni di esperienza, credetemi, ne ho viste di tutti i colori.

Gente che promette l’inserimento di un codice magico che porta il sito in prima pagina (codice che ovviamente non esiste), per questo bisogna affidarsi ad un esperto possibilmente accreditato! Devi sapere che raggiungere le prime pagine sui motori di ricerca non è un gioco da ragazzi, ci vuole esperienza, abilità e una buona conoscenza degli algoritmi di ordinamento utilizzati dai motori stessi che vanno ad analizzare centinaia di variabili.

Una delle variabili principali che influiscono sul posizionamento è la “keywords density” cioè la percentuale di ripetizione delle principali parole chiave all’interno di una pagina. In realtà molti ottimizzatori SEO alle prime armi eccedono nell’uso delle parole chiave al fine di far aumentare questo parametro. Non c’è nulla di più sbagliato!

Sebbene non esista un parametro preciso la regola ideale sarebbe quella di far oscillare la keywords density tra il 4% e il 6% altrimenti la pagina potrebbe essere penalizzata.Quando per una parola le ripetizioni superano il 6% si rischia di essere segnalati per “keywords stuffing” che detto all’italiana è “c’hai stufato con sta parola” (non è una traduzione letterale ma è assonante e rende l’idea).

Ma come possiamo fare per evitarlo? Semplicemente scrivere le nostre pagine facendo attenzione all’uso delle parole chiave e dove possibile ripeterle, magari nei titoli, nei link, evidenziandole col grassetto, nei tag alt e nei nomi delle immagini ma ricordando che le pagine devono essere scritte per l’utente e non per il motore di ricerca, se i contenuti sono buoni, originali renderanno la vostra una pagina di qualità, e il tempo vi darà ragione… dico il tempo perché le ottimizzazioni SEO hanno tempo di risposta che vanno dai 2 ai 6 mesi.

Quindi ottimizzate con particolare attenzione ai vostri utenti e affidatevi sempre ad un esperto perché nel web non è vero che “chi fa da sé… fa per tre” ma vale la regola che “chi fa da sé… finisce col fare danno” anche perché una pagina penalizzata tira giù con se tutto il sito ed è difficile da recuperare!